WE-ARE-MAKING-DIGITAL-ART

PARATISSIMA, TURIN, ITALY

Opening: November 3-7, 2010
c/o Stefilm Via Galliari 5

www.paratissima.it


Program

The first exhibition by a group of artists who have been working over a period of years with electronic media in the field of performance art, dance, sound, video and digital light. Download the flyer .


“Hymn” Interactive sound installation

by Ennio Bertrand

“Hymn” is a work that is realised through sound. It is an interactive installation managed by a digital automatism that senses the proximity of the hands of visitors – participants, who approach or move away from the symbolic objects exhibited.

Ennio Bertrand - Hymn

Ennio Bertrand - Hymn
















It is a small personal digital theatre, populated by “magical” concealed actors who echo our creative childhood gestures. The movement of the hands becomes, in real time, associated with one of the ten sounds contained in the computer’s memory. As the hand gradually moves closer to the object, the sound will be played in advance , if the hand stops the sound also ceases. And if the hand with draws the sound also ‘retreats’ and turns back on itself. A sort of slow motion in sound.

The material, the sounds, are phrases freely derived from a part of “Kaddish” by Allen Ginsberg and are automatically repeated by the computer’s voice. Written at the end of the 1950’s Ginsberg’s mournful poem was dedicated to his mother who died in a mental asylum. This work of reinterpretation is a shamanistic and propitious hymn so that poetic writings reappear that enlighten our dark contemporary state.

The installation was realised using Theremino, a new digital system that I have just developed for managing the interaction of sound and digital material.



"All variations of incomplete music"

by Alessandro De Caro

The piece I present is inspired by Sol LeWitt ‘s visual work All variations of incomplete open cubes, 1974, which portrays the decomposition of a cube of which only some sides are shown sequentially to the public. In my composition, these “schematic” figures are replaced by musical phrases that remain “open” to all possible combinations, creating a circular and permutable effect when listening. Unlike John Cage, who most often relied on criteria derived from random or mystical approaches (for ex. I-Ching), LeWitt’s workis strictly geometrical and does not leave many opportunities for psychological or religious considerations. I have tried to recreate the feeling of space inside and around the “cube”, as if this were a room, each time considering the possible links between harmonic figures.



“Analogical metamorphoses” interactive video installation

by fannidada

The analogical metamorphoses by Fannidada are interactive video installations where the public, analogically manipulating the video signal, metamorphose the electronic images that become coloured, kaleidoscopically disintegrating the quality.

The suitcase of the Metamorphosis

fannidada - la valiga delle metamorfosiWhat is inside the suitcase? tales of the journey, images, sensations but, above all, the pleasure of the surprise is in the unexpected. A suitcase, a monitor, two pre-amplified microphones, a good mix to create a “fantastic” journey.

www.fannidada.com













“Synthesis”, interactive dance performance

by Micron

Documentary video of the performance and exhibition of the digital paintings and mixed media created during the show.

Micron - Synthesis

On stage two performers and SUMI, an interactive system for painting with light, that inspires the SUMI - in the pictorial style of the far east. The technology becomes part of the search in the creation of new forms of expression that confer on the actor the role of a warrior of art, of an art visible, coloured. The dance animates the colour, “ the bodily gesture traces graphic signs sensed and replayed by another body”. Throughout the picture of the mixed media and digital actions one enters into the space, becoming space.

www.spaziomicron.it

Micron - Synthesis




“Rossore”, Sensible interactive light installation

by Pietro Mussini

The system consists of a case that houses the hardware needed to activate the performance. It is made up by leds which have an intermittent, fast, sparse and punctiform effect.

Pietro Mussini - Rossore

Getting closer to the system, the visitor activates a luminous exuberance with a single, strong and saturated tone, which is meant to activate a relationship with the world, with our body, with its extension, space and border, with others, with the materiality of the body, of the hands, of the eyes. The telling of what is happening, of what is expected, comes with the encounter of apparently extraneous bodies that reveal, through a gesture, what is being exposed: seizure of outlines, eyes, interaction of bodies.










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Programma

La prima mostra del gruppo di artisti che operano da anni con media elettronici nel campo delle arti performative, danza, suono, video e luci digitali. Scarica il flyer



“Hymn”, installazione Sonora interattiva

di Ennio Bertrand

Hymn è un lavoro che si manifesta attraverso i suoni. È una installazione interattiva gestita da un automatismo digitale che percepisce la prossimità delle mani dei visitatori-partecipanti che le avvicinano o allontanano da oggetti simbolici esposti. È un piccolo teatro digitale personale, popolato di “magici” attori nascosti che recitano seguendo in nostro infantile gesto creatore. Il movimento della mani viene in tempo reale associato a uno delle decine di suoni contenuti nella memoria del computer. Man mano che la mano procede avvicinandosi all’oggetto, il suono verrà “suonato” in avanti, se la mano si ferma anche il suono si arresta. E se la mano arretra anche il suono torna sui suoi passi suonato alla rovescia. Una sorta di moviola sonora. Il contenuto, i suoni, sono le frasi liberamente tratte da una parte di Kaddish di Allen Ginsberg e rilette automaticamente dalla voce del computer. Scritta alla fine degli anni 50 la disperata poesia di Ginsberg è dedicata alla madre morta in manicomio. Questo lavoro di reinterpretazione è un inno sciamanico e propiziatorio affinché ricompaiano poeti che ci illuminino la nostra buia contemporaneità. L’installazione è realizzata impiegando Theremino, un nuovo sistema digitale che ho appena realizzato per la gestione interattiva di suoni e contenuti digitali.



All variations of incomplete music

di Alessandro De Caro

Il brano che presento trae la sua origine da un’opera visiva di Sol LeWitt basata sulla scomposizione di un cubo (All variations of incomplete open cubes, 1974) di cui venivano forniti, in sequenza, soltanto alcuni lati della figura. Questi schemi sono sostituiti con le frasi musicali che restano “aperte” ad ogni combinazione, creando all’ascolto un effetto circolare e permutativo. A differenza di John Cage che si affidava spesso e volentieri a criteri casuali o di derivazione mistica (I-Ching), l’opera di LeWitt è rigorosamente geometrica e non lascia molto spazio a considerazioni psicologiche o religiose. Nella mia musica ho cercato di rendere la sensazione  dello spazio sia dentro che attorno al “cubo”, come se questo fosse una stanza, considerando ogni volta i possibili legami armonici tra le figure.



“Analogiche metamorfosi”, installazione video interattiva

di fannidada

Le analogiche metamorfosi di fannidada sono videoinstallazioni interattive dove il pubblico, manipolando analogicamente il segnale video, metamorfizza le immagini elettroniche che si colorano caleidoscopicamente disintegrandone la qualità.

La valigia delle Metamorfosi

Dentro una valigia cosa si può trovare? racconti di viaggio, immagini, sensazioni, ma soprattutto, il piacere della sorpresa e dell’imprevisto. Una valigia, un monitor, due preamplificatori microfonici un buon mix per creare un viaggio “fantastico”.

www.fannidada.com



“Synthesis”, interactive dance performance

di Micron

Documentazione video della performance ed esposizione dei dipinti digitali e materici creati durante lo spettacolo.
In scena due performer e SUMI, un sistema interattivo per dipingere con la luce, che si ispira al Sumi-e, stile pittorico dell'Estremo Oriente. La tecnologia si inserisce come ricerca nella creazione di nuove forme di espressività che conferiscono all'attore il ruolo di guerriero dell'arte, di un'arte visiva, colorata. La danza muove i colori, “il gesto corporeo traccia segni grafici percepiti e rielaborati da un altro corpo”. Attraverso la pittura d'azione materica e digitale si entra nello spazio per essere spazio.

www.spaziomicron.it



“Rossore”, Installazione luminosa interattiva e sensibile

di Pietro Mussini

Il sistema è formato da un involucro che contiene la parte di hardware per l’attivazione della performance.
E’ composto da led ad effetto intermittente, veloce, rado e puntiforme dal quale, avvicinandoci, si attiva un’esuberanza luminosa di tonalità unica, forte e satura, un invito ad attivare un rapporto col mondo, con il nostro corpo, con l’altro, la materialità del corpo, delle mani, degli occhi, la sua estensione, il suo spazio, la sua frontiera. Nell’incontro, nella captazione dei corpi si svela la narrazione di ciò che avviene, che deve accadere, nell’avvicinamento, nella prossimità, corpi apparentemente estranei che nella loro narrazione, nell’approssimarsi, svelano nel gesto ciò che è esposto, captazione di figure e di occhi, captazione fra corpi, interazione tra corpi.


 



 

"Le Regole del Gioco : Ennio Bertrand, Iler Melioli, Pietro Mussini", a cura di Edoardo Di Mauro e Walter Vallini
inaugurazione venerdì 22 ottobre · 19.00 - 23.00 Fusion Art Gallery Piazza Peyron 9 g Torino, Italy
fino al 21 dicembre martedì, giovedì e venerdì 16.30-19.30 o su appuntamento
patrocinio : Regione Piemonte
consulenza artistica : Vittorio Valente
ufficio stampa : Marcella Germano 339/3531054
Info : 335/6398351 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


LE REGOLE DEL GIOCO

Ennio Bertrand, Iler Melioli, Pietro Mussini

a cura di Edoardo Di Mauro e Walter Vallini

Ennio Bertrand

Con questa mostra la Fusion Art Gallery presenta tre artisti tra i più coerenti e rigorosi del panorama italiano nell’ambito di una ricerca autenticamente tesa ad indagare la possibilità di portare il linguaggio dell’arte verso territori nuovi e non ancora del tutto esplorati quanto a concrete potenzialità di innovazione. Pur presenta ndo punti in comune che rendono del tutto sintonica la loro compartecipazione al progetto espositivo “Le Regole del Gioco”, in Ennio Bertrand e Pietro Mussini, che fanno parte del collettivo we-are-making-digital-art, è evidente l’attenzione prioritaria nei confronti delle possibilità offerte all’arte dalla tecnologia digitale di cui sono considerati, n on solo in Italia, tra i più avanzati sperimentatori,  mentre in Iler Melioli questo rapporto è sostanzialmente evocato ed indirizzato verso l’aniconicità di un concettualismo neo-geo sviluppato in un’ottica tridimensionale. Venendo ad una sintetica descrizione delle poetiche Ennio Bertrand presenta alcune sue storiche installazioni di video interattivi. Queste opere necessitano della corresponsabilità del partecipante fondamentale per attivare l’interattività dei sistemi computerizzati che animano le installazioni. Avv icinando una mano al monitor precipitiamo nel drammatico evento al WTC di New York, un'altra opera ci permette di ripetere artistica mente delle brevi clip di cartoni animati in cui le soluzioni proposte ai conflitti non sono dialettiche ma propongono u n sentiero manicheo di distruttività. Un altra opera presente in mostra irride la natura voyeuristica della nostra mano, e sarà anche possibile fruire di alcuni disegni e dei “Cieli”, lavori realizzati con la luce digitale di Leds. Iler Melioli è un autore che, nel corso degli anni, ha in contrato il sostegno della critica maggiormente qualificata. Il suo linguaggio fa parte di una più ampia linea di tendenza maturata tra la seconda metà degli anni ottanta ed i primi anni novanta, a livello americano ed europeo, che prevede una sorta di “ritorno” alla materia ed alla castità delle forme. Nella rassegna “AnniNovanta” Renato Barilli inserisce la ricerca di Melioli nel quadro del neo minimalismo accanto al lavoro di artisti come Ham Steinbach, Peter Halley, John Armleder, Gunther Forg e gli italiani Arienti e Cavenago. Nel quadro dell’ultimo decennio la ricerca artistica di Melioli procede verso un’evoluzione della scultura oggettuale e comprende lo sviluppo di un linguaggio visivo strutturato su una geometria in 3D idonea a coniugare il piano pittorico a quello tridimensionale delle forme plastiche. Pietro Mussini conduce da anni una ricerca sulle possibilità di rendere poetica, in arte, la tecnologia, utilizzandone i materiali ed interagendo con essi. L’artista porta avanti una ricerca sulla rappresentazione di un paesaggio dove le macchine si pongano come mediatrici dell’agire artistico ; il computer, come soggetto/oggetto di uno scambio reciproco tra più nature, di una osmosi tra artifici, in un gioco combinatorio di poetiche, metafore e risoluzioni sensoriali che abbinano luci, suono, colore, diventa lo strumento possibile di un contemporaneo fare poetico . Il paesaggio realizzato attraverso le macchine (“il giardino cablato”) si lega all’algoritmo come metafora che lo crea : attraverso la creazione di molteplici interfacce percettive le nuove tecnologie diventano uno strumento non solo di mimesi, ma di vera e propria creazione di una “nuova natura”, che prelude ad una nuova umanità, sensibile a stimolazioni e ad immaginari poetici che vanno aldilà dell’orizzonte percettivo finora conosciuto.

 


 



 

fannidada partecipano alla mostra collettiva ONE WAY curata da Silvio Valpreda.

 

Inaugurazione Vernissage venerdì 15 ottobre 2010 dalle ore 18,30 presso la Galleria Momus in via Rocciamelone 12/d Torino. La mostra sarà visitabile fino al 15 novembre 2010.

Orario: LUN - VEN 10,00 - 13,00 14,30 - 18,30;  SABATO su appuntamento.

Per informazioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.    Tel. 011-0568932

 

ONE WAY- COMUNICARE PRESCINDENDO DALL'ASCOLTATORE

Comunicare, l’azione funzionale a trasmettere un’informazione da un soggetto ad un altro soggetto, molte volte è sostituita da una pulsione autoaffermativa a buttare fuori ciò che si ha dentro, a raccontare se stessi prescindendo dall’ascoltatore.
In questo progetto sette artisti (o collettivi di artisti) si confrontano con la comunicazione unidirezionale nella quale il soggetto che trasmette il messaggio non si cura della soggettività dell’ascoltatore: comunica verso chiunque gli possa prestare attenzione e non si aspetta risposta.
La scelta degli artisti è stata effettuata tenendo conto del loro percorso personale nel quale la tematica del messaggio generalizzato o unidirezionale è stata eletta a terreno privilegiato di indagine.
Nel selezionare i progetti dei singoli autori si è anche voluto dare spazio ad una pluralità di strumenti espressivi e di contesti culturali che aiutano lo spettatore ad essere stimolato secondo modi e piani interpretativi diversi.

CURATORE: SILVIO VALPREDA
ARTISTI: ALT GROUP (DK), HEIKO BECK (DE), FANNIDADA (IT), SATO KAWABATA (JP), PAOLO MANDOLINO (IT), JULIA STEUERNAGEL (DE), SILVIO VALPREDA (IT)

 

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